László Tompa ha costruito la sua ricerca attorno a una domanda semplice solo in apparenza: come può la geometria farsi percezione? La sua Illusion Box risponde trasformando un oggetto in legno in una scultura che sembra muoversi sotto la luce.
A un primo sguardo è una griglia di curve e incastri continui. Poi, osservandola meglio, si rivela per ciò che è. Nasconde infatti un contenitore ben celato nel disegno ritmico che gioca con l’occhio e ribalta totalmente l’idea di scatola.
L’origine di questo approccio affonda nelle prime esplorazioni del designer tra ceramica e piastrelle. Lavorando su moduli periodici basati su elementi triangolari e quadrati, Tompa ha iniziato a immaginare come tradurre quelle forme tridimensionali in volumi tattili. Il passaggio al legno è arrivato in modo naturale.
Dopo anni di studio, Tompa ha scoperto che poteva generare corpi composti da più elementi mantenendo la stessa geometria continua. Sono forme che si specchiano ruotandole di 180 gradi, un alfabeto scultoreo che vive di simmetrie, ripetizioni e micro‐variazioni.
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