
Si chiama Black Hole Vase, lo firma Claesson Koivisto Rune e nasce da un’idea ambiziosa: portare l’immensità del cosmo dentro un oggetto domestico. Realizzato in collaborazione con Orrefors, il vaso traduce l’attrazione silenziosa dello spazio in una forma tangibile, capace di evocare distanza, tempo e mistero, senza bisogno di spiegazioni.
È design che guarda oltre l’uso, invitando a fermarsi e osservare. Presentato al World Expo 2025 di Osaka all’interno del padiglione europeo, il vaso faceva parte della mostra Design Beyond Things. Un contesto che ne chiarisce subito l’intenzione.
Qui l’oggetto diventa strumento di riflessione, punto di contatto tra scala umana e grandezza universale. Non è solo contenitore, ma presenza che instaura un dialogo con chi lo guarda. Del resto, con quella forma scultorea e magnetica… E il nome evoca subito profondità spaziali.
Il volume è conico, schiacciato, con finitura fumé. Si appoggia lateralmente e sembra un’iride che si apre sull’ignoto. Il vetro, spesso e pesante, comunica solidità ma restituisce anche una sensazione di sospensione, come se l’oggetto fluttuasse nello spazio.
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