
Terra Frammenti nasce dallo sguardo di Sheree Stuart che osserva il marmo nel suo punto di origine e decide di trattarlo non come superficie da lucidare, ma come materia primaria, carica di tempo, colore e memoria.
La collezione rifiuta l’idea di arredo come esercizio decorativo o meramente funzionale e propone oggetti che portano con sé il peso culturale del materiale da cui provengono. Il marmo, qui, perde ogni aura monumentale, entra nello spazio domestico per arredi quotidiani.
Le cromie sono protagoniste dichiarate. I rosa polverosi, i verdi profondi, i bordeaux intensi, e ancora bianchi venati, blu e sfumature minerali raccontano una geografia più che una palette. La lavorazione gioca un ruolo centrale.
Ogni pezzo nasce da un unico blocco, senza giunzioni. La forma emerga come gesto continuo. Questa decisione è certamente tecnica, ma anche concettuale, con lo scopo di preservare l’integrità della pietra e non interromperne la narrazione.
La mano artigiana dialoga con la tecnologia senza cancellare mai l’imprevedibilità del materiale, che resta visibile, vivo, mai addomesticato del tutto. Sedute, contenitori, elementi luminosi e pezzi da bagno costruiscono un insieme che sfiora il confine tra design e scultura.
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