Un tavolo che in luogo del ripiano liscio e ordinato presenta alture, asperità e la consistenza di una roccia? Ci ha pensato Heinrik Ng Chak Kwan che disegna la scrivania in foto e ci lascia tutti di stucco: ma come si usa, un tavolo così?
Ha pensato anche a questo, aggiungendo ripiani più classici che si appoggiano sulla superficie piena di sporgenze, completamente disomogenea nella forma, a richiamare una catena montuosa o un terreno accidentato.
L’idea era quella di imitare un paesaggio naturale brullo e incontaminato portandolo lì da dove generalmente viene escluso, nel cuore stesso delle città metropolitane, davanti a chi vive ancorato ad una scrivania, magari ai piani alti di un edificio che scala il cielo e innaturalmente distante dalla terra.
Le superfici regolari da disporvi sopra sono di varia dimensione e forma in modo che chi si serve del tavolo possa decidere, in base alle proprie esigenze e preferenze, quale utilizzare e cosa appoggiarvi. Subito sotto, il piano imita la crosta terrestre ci ricorda da dove veniamo, a cosa davvero apparteniamo. Per tornare, come si direbbe, con i piedi per terra.
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